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Il Villaggio Olimpico di Predazzo costruisce in legno la propria eredità
30 luglio 20263 min di lettura

Il Villaggio Olimpico di Predazzo costruisce in legno la propria eredità

Il villaggio dei Giochi invernali 2026 a Predazzo unisce nuovi alloggi in legno e acciaio a edifici storici ristrutturati, per poi restituire il campus permanente alla Guardia di Finanza dopo la partenza degli atleti.


Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Predazzo è un chiaro esempio di infrastruttura per eventi progettata per un uso permanente. Realizzato all’interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza in Trentino, il campus ha ospitato gli atleti impegnati nello sci di fondo e nel salto con gli sci durante Milano Cortina 2026. Dopo i Giochi, gli edifici riqualificati tornano alla scuola.

Il legno ha un ruolo centrale nei nuovi alloggi. Il Nuovo Padiglione principale contiene 192 camere e fino a 384 posti letto su quattro livelli. La Provincia di Trento lo descrive come un edificio in legno e acciaio, con il calcestruzzo armato limitato alle fondazioni e l’acciaio impiegato nel corpo strutturale centrale. Sul tetto è installato un impianto fotovoltaico da 124,7 kWp.

Il Padiglione Latemar è stato demolito e ricostruito con 119 posti letto. Il primo livello utilizza calcestruzzo armato per poter essere convertito in futuro a funzioni di servizio, mentre i piani superiori sono costruiti in legno. Sul tetto è stato aggiunto un impianto fotovoltaico da 30 kWp.

Camere permanenti, non scenografie temporanee

Le costruzioni olimpiche vengono spesso criticate quando le strutture non hanno un impiego convincente dopo l’evento. La strategia di Predazzo parte da un’istituzione esistente che necessita già di alloggi e infrastrutture per l’addestramento. Gli spazi nuovi e ristrutturati sono stati configurati per i Giochi, ma dispongono di un gestore già individuato per il periodo successivo.

Il programma più ampio comprendeva anche il restauro e il miglioramento sismico del tutelato Padiglione Macchi, risalente ai primi del Novecento, interventi di accessibilità al Padiglione Nicolaucich e lavori al Padiglione Musto. Questa combinazione di nuova costruzione e riuso adattivo evita di considerare il campus come un sito vuoto.

Per i progettisti del legno, il progetto mostra come la scelta del sistema possa seguire l’uso futuro. Il piano per i servizi in calcestruzzo e i piani superiori in legno dell’edificio Latemar sono una risposta ibrida, non una simbolica dichiarazione “tutto legno”. Il Nuovo Padiglione impiega diffusamente il legno, ma mantiene l’acciaio dove lo richiede la struttura centrale.

Perché il contesto alpino favorisce la prefabbricazione

La costruzione in montagna affronta stagioni brevi, neve, accessi difficili e poco spazio in cantiere. Gli elementi prefabbricati in legno possono trasferire una quota maggiore del lavoro nelle condizioni controllate della fabbrica e consentire un rapido montaggio a secco. Il vantaggio dipende da un accurato coordinamento digitale: disposizione delle camere, attraversamenti impiantistici, geometria dei pannelli, sigillature antincendio e interfacce di facciata devono essere risolti prima della produzione.

THEURL, uno dei fornitori di legno associati al progetto della Scuola Alpina, ha sottolineato la scadenza imposta dai Giochi invernali. Le date di consegna olimpiche non possono essere spostate facilmente, rendendo particolarmente preziose una produzione e una posa prevedibili.

La velocità, tuttavia, non deve mettere in secondo piano la pianificazione dell’umidità e della durabilità. I componenti in legno devono essere protetti durante trasporto, stoccaggio e montaggio, soprattutto nel clima invernale alpino. Completamento della copertura, membrane temporanee, drenaggio e controlli documentati dell’umidità fanno parte di una strategia prefabbricata riuscita.

Un caso studio 2026 misurabile

Predazzo è rilevante anche oltre l’architettura sportiva perché i suoi dati sono precisi. Il Nuovo Padiglione rappresenta un volume di quasi 34.000 metri cubi; Latemar ne aggiunge poco più di 11.000. Insieme dimostrano l’uso del legno in alloggi permanenti multipiano con requisiti di accessibilità, energia ed eredità.

Le dichiarazioni secondo cui il progetto sarebbe completamente «ecocompatibile» o riciclabile vanno comunque lette con senso critico. Le reali prestazioni ambientali dipendono dall’approvvigionamento dei materiali, dai componenti ibridi, dall’energia operativa, dalla manutenzione e dalle scelte di fine vita. Gli impianti fotovoltaici e il legno strutturale sono elementi utili, ma una valutazione completa richiede dati sul ciclo di vita.

La lezione più forte è il modello di eredità. Predazzo non ha costruito un villaggio in legno usa e getta. Ha sfruttato i Giochi per riqualificare un campus alpino operativo, combinando costruzione in legno, recupero e un proprietario di lungo periodo ben definito. Ciò ne fa un riferimento più credibile per scuole, studentati e residenze istituzionali rispetto a un’installazione olimpica temporanea.

La gestione successiva ai Giochi sarà la prossima prova. Consumi energetici, registri di manutenzione e comportamento degli involucri in legno in condizioni montane possono trasformare il successo di una singola consegna in dati utili per futuri progetti pubblici.

Fonti: https://provincia.trento.it/milanocortina2026/sedi-di-gara/villaggio-olimpico-e-paralimpico/ https://www.agenziademanio.it/it/sala-stampa/notizie/notizia/Milano-Cortina-2026-avviati-i-cantieri-per-il-Villaggio-Olimpico-di-Predazzo-TN https://www.theurl-holz.at/en/references/scuola-alpina-guardia-di-finanza-predazzo/

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