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Torre alta in legno in vista esplosa, con travi, pannelli e nuclei separati disposti come un insieme strutturale quantificato
29 luglio 20263 min di lettura

Tre studi globali ridisegnano la mappa degli edifici alti in legno nel 2026

Nuovi set di dati relativi a 56, 79 e 258 edifici quantificano l’intensità dei materiali, i sistemi strutturali e i tipi di torre ricorrenti, sostituendo i record isolati con un quadro globale più ampio.


Gli edifici alti in legno vengono spesso confrontati per altezza, numero di piani o dichiarazioni sul carbonio. Tre studi globali pubblicati nel 2026 pongono domande più utili: quanto legno massiccio richiede ogni metro quadrato, quali sistemi strutturali prevalgono e quali tipi architettonici ricorrono nei diversi paesi?

I ricercatori Felipe Victorero e Waldo Bustamante hanno sviluppato una metodologia utilizzando dati pubblicamente disponibili provenienti da una serie globale di progetti contemporanei di edifici alti in legno. Da un database di 301 edifici hanno selezionato un campione rappresentativo di 56, stratificato per regione, destinazione d’uso e sistema strutturale.

Lo studio riporta un’intensità media del materiale in legno massiccio pari a 132,8 chilogrammi per metro quadrato.

I risultati degli edifici ibridi e interamente in legno divergono

La media degli edifici ibridi era di 123,0 kg/m², mentre quelli interamente in legno registravano una media di 173,3 kg/m². Gli edifici in regioni sismiche presentavano una media leggermente inferiore, pari a 119,4 kg/m².

Questi valori non devono essere interpretati come obiettivi universali di progettazione. L’intensità dei materiali di un edificio dipende da luci, carichi, altezza, maglia strutturale, strategia antincendio, nucleo, tipi di prodotto e perimetro utilizzato per il conteggio dei materiali.

Forniscono però un riferimento più utile rispetto all’ipotesi che ogni progetto di edificio alto in legno consumi lo stesso volume per superficie di piano. Per i primi studi sul carbonio o sull’approvvigionamento, un intervallo rappresentativo può essere migliore della copia di una torre famosa.

Gli autori hanno ricavato il campione rappresentativo da un insieme di progetti molto più ampio, anziché selezionare soltanto le icone più alte o meglio documentate. Questa scelta di campionamento è importante perché le torri più note possono distorcere le ipotesi utilizzate per i progetti ordinari.

Perché le strutture ibride possono usare meno legno

Le strutture ibride assegnano funzioni diverse a materiali diversi. Il calcestruzzo o l’acciaio possono formare il nucleo resistente alle azioni laterali, il podio, la struttura di trasferimento o alcuni elementi a grande luce, mentre il legno costituisce solai, pilastri e travi.

Ciò può ridurre l’intensità misurata del legno senza necessariamente diminuire il materiale strutturale totale o l’impatto sull’intero ciclo di vita. Una quantità minore di legno non è automaticamente migliore se viene sostituita da un sistema a maggiori emissioni. Un confronto corretto deve considerare tutti i materiali e le prestazioni che offrono.

Un’analisi globale separata del 2026 su 258 edifici in legno massiccio di media e grande altezza ha individuato tre classificazioni dominanti: interamente in legno al 49,2%, ibrido legno–nucleo in calcestruzzo al 44,2% e ibrido legno–acciaio al 6,6%. Nel complesso, gli studi mostrano che l’ibridazione è centrale nella pratica degli edifici alti in legno, non una rara eccezione.

Lo studio morfologico su 79 edifici aggiunge l’organizzazione architettonica ai dati strutturali, esaminando programma, disposizione del nucleo, forma e composizione dei materiali. Il suo valore non risiede in un unico tipo vincente, ma nella prova che stanno emergendo combinazioni ricorrenti in un giovane settore internazionale.

Dai chilogrammi agli approvvigionamenti

I dati sull’intensità dei materiali possono orientare le previsioni di approvvigionamento, i primi modelli di costo e gli scenari di carbonio incorporato. La conversione dei chilogrammi per metro quadrato in ordini di prodotti richiede comunque densità, stratigrafia dei pannelli, dimensioni degli elementi, fattori di scarto e strategia di fabbricazione.

Per il software di progettazione, l’obiettivo dovrebbe essere sostituire le ipotesi generiche sull’intensità con quantità ricavate dal modello man mano che il progetto si sviluppa. Nella fase concettuale, un valore di riferimento può verificare se un’opzione è plausibile. Nella fase di dettaglio, ogni trave e pannello dovrebbe contribuire a un totale verificabile.

Se il modello di progetto riporta un valore molto al di fuori degli intervalli pubblicati, la spiegazione potrebbe essere una struttura innovativa oppure un errore di quantità. Entrambi i risultati meritano un’indagine.

Un riferimento, non una classifica

Gli autori descrivono il loro lavoro come una metodologia di primo approccio e una base per la ricerca su stoccaggio del carbonio, sicurezza antincendio, economia e politiche. I dati pubblici sui progetti restano incoerenti e i perimetri strutturali possono essere difficili da confrontare.

Questa cautela è un punto di forza. La media di 132,8 kg/m² non è un comandamento inciso nel CLT. È un riferimento trasparente per porre domande migliori sull’efficienza.

Gli edifici alti in legno hanno bisogno di queste domande. L’altezza attira l’attenzione, ma la disciplina nell’uso dei materiali determina se un sistema può crescere in modo responsabile.

Fonti: Victorero e Bustamante, “Estimating material intensity of mass timber products in contemporary tall timber buildings”, Journal of Building Engineering, 15 febbraio 2026: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352710226004298

“Global analysis in 258 mid- and high-rise mass timber buildings”, 2026: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2095263526001147

“Toward a morphological typology of high-rise timber buildings: a comparative analysis of 79 global cases”, 2026: https://link.springer.com/article/10.1007/s44290-026-00405-1

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